
La Chiesa Russo-ortodossa di San Remo:
storia e arte
(Sintesi in lingua italiana di un testo di Michail Talalay)
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Forse la data più significativa nella storia della presenza russa a San Remo è il 1864, quando l’Imperatrice Maria Alexandrovna, sposa dello Zar Alessandro II decide di trascorrere l’inverno nella bella città del ponente ligure. “Trattenuto dalla bontà e dalla benevolenza dell’Imperatrice” trascorre alcune settimane a San Remo anche Alexeï Constantinovich, scrittore ed amico d’infanzia dello Zar.
In ricordo del soggiorno italiano, l’Imperatrice donò alla città alberi di palma, ad ornamento del viale che sarà poi “Corso Imperatrice”.

Franz Xaver Winterhalter, Ritratto dell'Imperatrice Maria Alexandrovna
(1857). Museo Hermitage, S. Pietroburgo
(courtesy: Olga's Gallery - online art museum)
Fu di Maria Alexandrovna l’idea di edificare una Chiesa russa all’inizio del viale a lei dedicato; nel 1890 il granduca Sergeij Michailovich, anch’egli residente a San Remo, sostiene con forza il progetto. Sarà proprio il granduca a presidere, nel 1910, il “comitato per la costruzione della Chiesa”, costituito con un decreto speciale dell’Imperatore Nicola II, che non si limitò ad autorizzare la raccolta di fondi per l’edificazione del tempio, ma fu uno dei principali benefattori e donatori. Il conte Cheremetiev, residente San Remo, fu nominato presidente del comitato, assistito dal conte Talevič. Quest’ultimo, proveniente da una famiglia russo-romena, fu responsabile dell’acquisto di un terreno, del quale in tempi successivi tentò di rivendicare la proprietà. Tra i membri del comitato va ricordato l’architetto Alexeij Viktorovič Čtchoussev, che contribuì al progetto della chiesa. E’ interessante ricordare che quest’uomo, per essere stato progettista del mausoleo di Lenin, situato sulla piazza Rossa a Mosca, oltre che di altri edifici di regime, si guadagnò il titolo di “Albert Speer sovietico” (Albert Speer fu l’architetto di regime di Hitler). A Čtchoussev, oltre alla chiesa di San Remo, si deve anche la realizzazione della chiesa russa di Bari e, in patria, del monastero di Santa Marta e Santa Maria a Mosca. Curiosamente però, l’architetto è ricordato più per le chiese che fece abbattere durante il periodo sovietico piuttosto che per quelle che realizzò in tempi antecedenti. Čtchoussev non si recò mai a San Remo e i lavori vennero diretti da un architetto locale, Pietro Agosti, cui fu dedicata una via della città ligure.
La prima pietra della chiesa fu posata nel novembre 1912; in questa occasione la chiesa fu dedicata a Cristo Salvatore, a Santa Caterina, martire del III secolo, e San Serafino di Sarov, il grande starets del XIX secolo.

La Chiesa Russa di San Remo
Il tempio poggia su fondamenta di cemento armato, è costruito in mattoni ed è sormontato da cinque cupole a bulbo. La forma è cubica, e la struttura dell’edificio è conforme allo stile delle chiese moscovite del XVII secolo, con le caratteristiche decorazioni dei kokočniki. La sommità delle pareti esterne è di forma semicircolare; questo dettaglio assicura una transizione armoniosa dalle forme squadrate delle pareti stesse alle cupole tondeggianti. Queste, sormontate da croci in stile russo, sono ricoperte di scaglie multicolori, che donano un aspetto luminoso e gioioso all’edificio. Sempre in stile moscovita, la torre campanaria è sormontata da un piccolo bulbo.
In contrasto con le ricche decorazioni esterne, l’interno della chiesa appare piuttosto sobrio. Il tempio infatti non è affrescato, e la principale decorazione è costituita dalla splendida iconostasi. Per la realizzazione delle icone "regali" di Cristo e della Madre di Dio, furono commissionate copie di due famose opere realizzate rispettivamente da Michail Vrubel per la Chiesa di San Cirillo a Kiev, e da Victor Vasnetsov per la Cattedrale di San Vladimiro, nella stessa città.
Victor Vasnetsov - bozzetto di affresco
per la Cattedrale di S. Vladimiro a Kiev
(1885-1896) Galleria Tretjakov, Mosca
Nel nartece della Chiesa è inoltre conservata una splendida tavola che riproduce il grande affresco absidale della Cattedrale di S. Vladimiro a Kiev, raffigurante la Madre di Dio che regge l'Emmanuele. L'opera originale è di Victor Vasnetsov.

Victor Vasnetsov - particolare dell'affresco absidale
della Cattedrale di S. Vladimiro a Kiev (1885-1896)
Conformemente alla tradizione, l'iconostasi fu concepita per contenere le icone dei santi protettori della chiesa, Caterina di Alessandria e Serafino di Sarov. Queste tavole furono rimosse nel 1974 e collocate sulle pareti del tempio; al loro posto furono collocate le icone degli arcangeli Michele e Gabriele, opere dell'iconografo Tsevčinskij. In tempi recenti il tempio è stato arricchito da molte pregevoli opere dell'iconografo Alexander Moltchanov. Sulle pareti sono inoltre presenti le icone delle sante Xenia e Vera, provenienti dalla cripta della chiesa: si trovavano colà in corrispondenza delle tombe delle principesse Xenia e Vera del Montenegro, sepolte assieme ai genitori, Nicola e Milena del Montenegro.
Il re Nicola I del Montenegro, in esilio in Francia sin dal 1910, morì ad Antibes nel 1921; conformemente alle sue ultime volontà fu tumulato nella cripta della piccola chiesa russa di San Remo. Nell'anno 1989, i resti della famiglia reale montenegrina furono trasferiti a Cettigne, ex capitale del Montenegro. Delle sepolture reali restano nella cripta solo i sarcofaghi, in marmo nero, opera dell'architetto Guidiccini. Davanti alla chiesa sono inoltre collocati i busti del re d'Italia Vittorio Emanuele III e di sua moglie, Elena del Montenegro, figlia di Nicola I. Delle sei figlie di Nicola I, due divennero regine d'Italia e di Serbia, e altre due granduchesse in Russia.
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Per approfondire:
"Storia della Parrocchia russo-ortodossa di Cristo Salvatore"
"Il memoriale di Montenegro presso la Chiesa russo-ortodossa di Cristo Salvatore"
"La cappella russa di San Nicola a San Remo"
(testi a cura della comunità parrocchiale di San remo)