La Chiesa Russo-ortodossa di Firenze:

storia e arte

Il primo edificio della chiesa russo-ortodossa di Firenze fu una chiesa "mobile", ossia un prefabbricato smontabile inviato nella città toscana durante il regno di Caterina II. Questa cappella, che era già stata utilizzata a Parigi per celebrare la Liturgia pasquale del 1813 in Piazza della Concordia, fu inviata a Firenze, destinata "alla missione russa in Italia", (i.e. all'ambasciata di Russia), e fu inizialmente collocata in un grande locale di proprietà della società delle ferrovie. Quando tale società si rifiutò di rinnovare l'affitto del locale, la costruzione di un edificio di culto per la comunità ortodossa russa diventò un'esigenza improcrastinabile, sostenuta tra l'altro dalla granduchessa Maria Nicolaievna, figlia di Nicola I, che aveva trascorso l'inverno del 1873 nella città toscana.

In effetti, la comunità russo-ortodossa fiorentina non era numerosa, ed era costituita principalmente da aristocratici. Tra questi, quella dei Demidov era forse la più influente famiglia residente nella città. Il capostipite, Nicola, che fu aiutante di battaglia del principe Potemkin, era morto a Firenze nel 1828. Il figlio Anatolij, di cui è custodito un ritratto presso la galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze, ed il nipote Pavel, furono tra i maggiori benefattori, e le rispettive famiglie contribuirono con ingenti somme alla costruzione dell'edificio della nuova chiesa.

 

Karl Brulloff, Ritratto di Anatolij Nikolaevič Demidov (1831).

Palazzo Pitti, Galleria Palatina, Firenze

In particolare, Pavel Demidov offrì gli arredi della propria cappella privata, situata nella villa di famiglia in San Donato, e la sua vedova, Elena, donò una somma pari a quella già raccolta per la costruzione della chiesa, raddoppiando così le risorse a disposizione. La figlia dei Demidov, Maria, finanziò, insieme alla contessa Rodokanaki-Ralli la costruzione dell'abitazione del clero, situata nel giardino della chiesa.

L'intenzione iniziale era quella di edificare un semplice oratorio per accogliere gli arredi, le icone e i vasi sacri offerti dai principi Demidov. In seguitò però si decise di costruire un'autentica chiesa russa. Con la benedizione di Isidoro, metropolita di San Pietroburgo e responsabile delle parrocchie russe all'estero, si diede inizio alla costruzione di un edificio provvisorio che consentisse l'immediata celebrazione delle funzioni: tale manufatto fu poi demolito, ed al suo posto fu collocata una croce commemorativa.

La prima pietra fu posata nel 1899. Secondo la testimonianza del cappellano dell'ambasciata padre Levitzkij, la cerimonia fu "festosa e ben riuscita". Nell'ottobre 1902, la chiesa inferiore "invernale" fu consacrata a San Nicola, in ricordo della cappella di San Nicola dei principi Demidov. L'anno seguente, la chiesa alta "estiva" fu completata e consacrata alla Natività di Cristo, in memoria della prima chiesa "mobile" di Firenze. Nel 1911, un decreto speciale dell'Imperatore sancisce la destinazione dell'edificio a chiesa russa cittadina.

Come già accennato, l'edificio fu costruito nello stile delle chiese russe a due livelli, costituite da una chiesa più piccola, riscaldata, sormontata da un tempio più ampio, utilizzato nella stagione mite. La chiesa di San Nicola ricorda la cappella originaria di San Donato perché ne conserva l'iconostasi e le icone. Tra queste vanno ricordate quelle di Sant'Elena, protettrice della principessa benefattrice, e del Santo martire Anatolio, protettore del principe Demidov.

La Chiesa fu progettata dall'architetto Préobraženskij, dell'Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo, progettista tra l'altro delle cattedrali di Nizza e di Tallinn, e della chiesa della Trasfigurazione di San Pietroburgo. Si narra che Préobraženskij si compiacesse sovente della sua opera di Firenze, così ben riuscita. Préobraženskij era un esperto di architettura religiosa russa della regione di Kaluga, e non è un azzardo dire che la chiesa fiorentina ne richiami alcuni elementi caratteristici. Scrivendo a padre Vladimir Levitzkij, l'architetto affermava: "Vedrete (nell'album che invio) una piccola chiesa che ricorda molto il mio progetto e che appartiene al tipico modello delle chiese russe del XVII secolo, ossia a cinque cupole più un campanile(...)". A Firenze non fu possibile edificare il campanile, perché a quel tempo il suono delle campane era proibito alle chiese diverse dalla Cattolica Romana.

 

La Chiesa Russa di Firenze

(Immagine tratta dal sito: http://www.cultura.toscana.it/)

 

 Il tempio non è di grandi dimensioni, sia perché per questioni statiche fu necessario tenere in considerazione la notevole sismicità della zona, sia perché, con l'eccezione delle grandi feste della Pasqua e del Natale, non si prevedeva un afflusso notevole di persone.

Le cupole, sormontate da croci dorate, sono ricoperte di scaglie turchesi, verdi e bianche, un vero arabesco di colori che richiama in modo singolare le cupole della cattedrale moscovita di San Basilio. La chiesa è costruita in mattoni rosa e pietre grigie, con i muri sormontati da kokočniki (archi a forma semicircolare o ogivale) in cui sono raffigurati serafini alati.

"...ho da poco tempo ricevuto il permesso del signor Vasnetsov (il celebre pittore russo di fine'800 cui si deve la decorazione delle cattedrali di San Vladimiro a Kiev e della Risurrezione a San Pietroburgo, n.d.r.) di utilizzare il suo serafino, raffigurato nei kokočniki della cattedrale della Risurrezione di San Pietroburgo: così il nome del grande pittore resterà legato alla vostra chiesa", scriveva Préobraženskij a padre Vladimir Levitzkij.

 

Cattedrale della Risurrezione, San Pietroburgo

(i kokočniki furono decorati da Viktor Vasnetsov)

 

Il portale d'ingresso al tempio è in legno di noce e proviene dalla cappella del principe Demidov. Realizzata presso l'atelier fiorentino dei fratelli Barbetti, ricevette il primo premio all'Esposizione d'arte del 1860. E' composto da venti bassorilievi che illustrano episodi dell'Antico Testamento.

Secondo il progetto originario, l'interno della chiesa avrebbe dovuto essere ornato unicamente di sacre immagini, senza altri elementi decorativi. Accadde il contrario: i muri furono riccamente ornati con marmo e decorazioni in armonia con il colore turchese.

Le decorazioni furono eseguite ispirandosi allo stile dei secoli XVI-XVII. Secondo Préobraženskij, "...la nostra decorazione religiosa, che non manca di interesse artistico, sarà nuova ed originale, e donerà un'idea della bellezza delle antiche chiese russe in legno...".

I soggetti degli affreschi furono scelti in accordo con i canoni tradizionali, e furono approvati dal prof. Pokrovskij, direttore dell'Istituto archeologico di San Pietroburgo, esperto in iconografia. Riguardo ai temi da raffigurare nelle pitture murarie, fu scelto di rappresentare in affresco due santi raramente presenti nell'iconografia russa: san Fozio e san Marco d'Efeso. Ciò fu fatto affinché la chiesa russa di Firenze potesse essere considerata un monumento eretto in espiazione del trattato di unificazione tra la Chiesa Ortodossa e quella Romano-Cattolica, che fu approvato proprio in Firenze, nel 1439, e al quale la Chiesa russa non aderì.

Unica voce critica tra i vescovi presenti a Firenze, San Marco d'Efeso si oppose fermamente alla ratifica del trattato d'unione. La raffigurazione di san Fozio, patriarca di Costantinopoli nel IX secolo, si deve alla sua ferma opposizione all'inserimento nel Credo della formula romana del filioque.

Sulla volta sono rappresentati alcuni papi della chiesa di Roma, raramente raffigurati nelle chiese russe. Tra questi, san Clemente, 4° vescovo di Roma, che morì martire in Crimea, ove fu deportato dall'imperatore Traiano, san Gregorio magno e san Leone Magno, pilastri della fede della chiesa indivisa.

L'iconostasi della chiesa superiore fu un dono dello zar Nicola II; in marmo di due tonalità, ("bianco chiaro" e "giallo Verona"), fu creata su disegno di Préobraženskij dall'atelier Novi a Genova, lo stesso dove fu realizzata l'iconostasi della cattedrale della Risurrezione di San Pietroburgo.

Con l'eccezione di quelle delle Porte Regali, tutte le icone dell'iconostasi furono realizzate dal pittore Novoskoltsev, dell'Accademia delle belle arti di San Pietroburgo. Le magnifiche porte reali in bronzo, anch'esse disegnate da Préobraženskij, furono realizzate a Mosca presso la bottega dei fratelli Vichnievskij.

Merita sicuramente di essere visitata ed ammirata, la Chiesa della Natività di Cristo a Firenze, gioiello dell'architettura russa della diaspora, definita dal Metropolita Evloghij di beata memoria, "...chiesa meravigliosa, la più bella della diocesi".

 

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